Per cominciare
Parlare di persone assenti è un comportamento comune, ma può assumere forme molto diverse: scambio di informazioni, ricerca di appartenenza o svalutazione. Raccontare che una collega è diventata nonna, commentare il nuovo taglio di capelli di un amico, criticare il capo alla macchinetta del caffè: per la psicologia sono tutte forme di "pettegolezzo", cioè di conversazione su qualcuno che non è presente.
Che cosa accade dal punto di vista psicologico?
Le conversazioni sugli altri aiutano a capire norme e alleanze del gruppo. Diventano problematiche quando diffondono dettagli privati o sostituiscono il confronto diretto.
Quanto spettegoliamo. Uno studio di Megan Robbins e Alexander Karan, basato su registrazioni casuali delle conversazioni quotidiane di 467 adulti, ha stimato in media circa 52 minuti al giorno di conversazioni su persone assenti. Circa tre quarti erano neutre, cioè semplici scambi di informazioni; le conversazioni negative erano una minoranza, anche se più frequenti di quelle positive.
Una funzione sociale antica. L'antropologo Robin Dunbar ha proposto che il parlare degli altri abbia aiutato gli esseri umani a mantenere legami in gruppi sempre più numerosi: sapere chi è affidabile, chi coopera, chi ha cambiato alleanze.
Proteggere il gruppo. Le ricerche di Matthew Feinberg e colleghi mostrano che avvisare gli altri del comportamento scorretto di qualcuno può avere una funzione protettiva: chi lo fa riferisce di sentirsi meno frustrato, e il timore di finire al centro delle voci può spingere a comportarsi in modo più corretto.
Complicità e appartenenza. Condividere un'informazione "riservata" crea un senso di intimità con chi ascolta. È proprio questo piacere a rendere difficile fermarsi.
Non esiste una spiegazione valida per tutte le persone: l'ambiente di lavoro, il clima familiare, il bisogno di sentirsi inclusi e l'abitudine al confronto diretto cambiano molto la frequenza e il tono del pettegolezzo.
Un esempio nella vita quotidiana
In ufficio una voce su un collega circola rapidamente e viene interpretata come verità prima che qualcuno verifichi i fatti. "Sembra che stia per essere trasferito": nel giro di un giorno tutti lo trattano con distacco, nessuno gli chiede nulla, e quando la voce si rivela infondata il clima ormai è cambiato.
L'esempio serve a riconoscere un possibile meccanismo, non a formulare una diagnosi. Per capire davvero una situazione occorre ascoltare la persona e considerare ciò che sta vivendo.
Che cosa è importante non confondere
Non tutto il parlare degli altri è maldicenza; contano intenzione, accuratezza e conseguenze. Chiedere consiglio a un amico su come gestire un parente difficile è diverso dal diffondere dettagli privati per ridicolizzarlo.
Quando il pettegolezzo diventa sistematico, prende di mira sempre la stessa persona e mira a isolarla, può trasformarsi in esclusione sociale o in una forma di mobbing. Diffondere notizie false che danneggiano la reputazione di qualcuno, inoltre, può avere anche conseguenze legali.
Come affrontare il tema in modo consapevole
Prima di condividere una notizia, domandati se è verificata, necessaria e rispettosa della persona coinvolta. Se qualcuno ti racconta una voce, puoi rispondere con una domanda ("Come lo sai?") o riportare il discorso su ciò che si può fare.
Se sei tu oggetto di voci, può aiutare chiarire direttamente i fatti con le persone di cui ti fidi, invece di inseguire ogni pettegolezzo. Puoi anche chiederti: di chi parlo più spesso, e con quale tono? Che cosa provo mentre lo faccio? Direi le stesse cose se la persona fosse presente? Annotare le risposte aiuta a distinguere fatti, interpretazioni e aspettative.
Quando può essere utile parlarne con uno psicologo?
Quando essere al centro di voci genera ansia, vergogna o desiderio di isolarsi, quando il clima di pettegolezzo sul lavoro o in famiglia rende difficile vivere serenamente quegli ambienti, o quando ci si accorge che parlare male degli altri è diventato un modo abituale per sentirsi parte di un gruppo, un confronto professionale può aiutare. Non è necessario aspettare che una difficoltà diventi grave per chiedere ascolto.
Domanda frequente
Il pettegolezzo rafforza le amicizie? Può creare complicità temporanea, ma anche erodere la fiducia. Chi sente parlare male degli altri tende a chiedersi che cosa verrà detto di lui quando non c'è.
Le donne spettegolano più degli uomini? Le ricerche non confermano questo stereotipo: nello studio di Robbins e Karan le donne parlavano di più degli altri solo in forma neutra, non in forma negativa.
Bibliografia essenziale
Riferimenti scientifici presenti nella bozza originale, da verificare prima della pubblicazione.
- Allport, G. W., & Postman, L. (1947). The psychology of rumor. Henry Holt.
- Dunbar, R. I. M. (2004). Gossip in evolutionary perspective. Review of General Psychology, 8(2), 100–110.
- Feinberg, M., Willer, R., Stellar, J., & Keltner, D. (2012). The virtues of gossip: Reputational information sharing as prosocial behavior. Journal of Personality and Social Psychology, 102(5), 1015–1030.
- Robbins, M. L., & Karan, A. (2020). Who gossips and how in everyday life? Social Psychological and Personality Science, 11(2), 185–195. https://doi.org/10.1177/1948550619837000
La lettura di una guida non sostituisce una valutazione psicologica individuale.