Per cominciare
Comprare può essere piacevole, ma talvolta diventa una risposta rapida a noia, tensione o tristezza. Con lo shopping online, disponibile a ogni ora e a un clic di distanza, lo spazio tra il desiderio e l'acquisto si è ridotto quasi a zero.
Che cosa accade dal punto di vista psicologico?
L'attesa di una ricompensa e le offerte a tempo limitato favoriscono decisioni veloci. Il sollievo emotivo può durare poco e lasciare rimorso.
Un impulso improvviso. Lo studioso di consumi Dennis Rook ha descritto l'acquisto d'impulso come un desiderio improvviso e intenso di comprare subito, spesso accompagnato da eccitazione e da una ridotta attenzione alle conseguenze.
Il piacere sta nell'attesa. Il sistema della ricompensa si attiva soprattutto nella fase di ricerca e anticipazione: scegliere, mettere nel carrello, aspettare il pacco. Una volta in mano, l'oggetto perde rapidamente parte del suo fascino.
La stanchezza abbassa le difese. Le ricerche di Kathleen Vohs e Ronald Faber suggeriscono che, dopo compiti che richiedono molto autocontrollo, le persone sono più inclini a spendere d'impulso. Non a caso molti acquisti avvengono la sera, alla fine di giornate impegnative.
Comprare per sentirsi meglio. Alcuni studi sulla "retail therapy" indicano che un acquisto può migliorare temporaneamente l'umore. Il problema nasce quando diventa l'unica strategia per regolare le emozioni.
Non esiste una spiegazione valida per tutte le persone: abitudini familiari, rapporto con il denaro, disponibilità economica e momenti di vita danno un significato diverso a gesti simili.
Un esempio nella vita quotidiana
Dopo una giornata difficile una persona riempie il carrello online, pur avendo già oggetti simili. Ordina un maglione, una crema, un accessorio per la cucina. Al momento dell'acquisto prova sollievo; quando arrivano i pacchi, qualche giorno dopo, alcuni restano chiusi.
L'esempio serve a riconoscere un possibile meccanismo, non a formulare una diagnosi. Per capire davvero una situazione occorre ascoltare la persona e considerare ciò che sta vivendo.
Che cosa è importante non confondere
Un acquisto occasionale non indica un disturbo; il problema emerge quando la condotta è ripetitiva e causa conseguenze importanti. Lo shopping impulsivo è frequente e quasi sempre innocuo. Si parla invece di acquisto compulsivo quando il bisogno di comprare è difficile da controllare, occupa molti pensieri, genera debiti, conflitti o vergogna e continua nonostante i danni.
Anche la quantità di denaro speso, da sola, dice poco: conta il rapporto tra spesa, possibilità economiche e funzione emotiva che l'acquisto svolge.
Come affrontare il tema in modo consapevole
Introduci una pausa prima di comprare, annota l'emozione del momento e valuta budget e utilità dopo ventiquattro ore. Altre strategie pratiche:
disattiva le notifiche delle app di shopping e rimuovi le carte salvate;
lascia gli articoli nel carrello senza concludere l'ordine;
stabilisci un budget mensile per le spese non necessarie;
ricorda che per gli acquisti online in Italia hai in genere 14 giorni per esercitare il diritto di recesso.
Puoi tenere per qualche settimana un piccolo diario: a che ora compro di più? Come mi sentivo prima dell'acquisto, e come dopo? Quali oggetti ho poi usato davvero? Le risposte aiutano a distinguere fatti, interpretazioni e aspettative.
Quando può essere utile parlarne con uno psicologo?
Quando gli acquisti generano debiti, bugie o litigi in famiglia, quando si nascondono pacchi o scontrini, o quando la spinta a comprare si ripresenta ogni volta che compare un'emozione difficile, un confronto professionale può aiutare a comprendere che cosa l'acquisto sta cercando di calmare e a trovare strategie alternative. Non è necessario aspettare che una difficoltà diventi grave per chiedere ascolto.
Domanda frequente
Il desiderio di comprare è sempre materialismo? No: può avere funzioni emotive diverse. Può servire a premiarsi, a sentirsi capaci di prendersi cura di sé, a riempire un momento di vuoto o di solitudine.
Lo shopping compulsivo è una dipendenza? È un comportamento studiato all'interno dei disturbi del controllo degli impulsi e delle cosiddette dipendenze comportamentali, ma non ha una categoria diagnostica autonoma nei principali manuali. Per questo serve una valutazione individuale.
Bibliografia essenziale
Riferimenti scientifici presenti nella bozza originale, da verificare prima della pubblicazione.
- Atalay, A. S., & Meloy, M. G. (2011). Retail therapy: A strategic effort to improve mood. Psychology & Marketing, 28(6), 638–659.
- Müller, A., Mitchell, J. E., & de Zwaan, M. (2015). Compulsive buying. The American Journal on Addictions, 24(2), 132–137.
- Rook, D. W. (1987). The buying impulse. Journal of Consumer Research, 14(2), 189–199.
- Vohs, K. D., & Faber, R. J. (2007). Spent resources: Self-regulatory resource availability affects impulse buying. Journal of Consumer Research, 33(4), 537–547.
La lettura di una guida non sostituisce una valutazione psicologica individuale.